Version italienne de l'Appel du 3 juillet

L'idea di invitare il Parlamento europeo a non sdraiarsi davanti al Consiglio è nata dalle reazioni spontanee e convergenti di amici di diversi Stati membri la mattina del 3 luglio. I capilista sono state scartati e la persona presa in considerazione per la presidenza della Commissione non era nemmeno una candidata. Questa presa di potere dice agli elettori: non avete votato per niente.

APPELLO DEL 3 LUGLIO PER UN’EUROPA DEMOCRATICA

 

Noi, cittadini europei, abbiamo votato uomini e donne che hanno presentato un preciso programma politico e non accettiamo che ai nostri rappresentanti sia tolto il diritto di scegliere, o quanto meno di orientare la scelta del Presidente dell'esecutivo europeo. Noi sappiamo chela pratica intergovernativa ha già da tempo, e a porte chiuse, esautorato l'autonomia della Commissione Europea, ma sappiamo anche che i trattati, di cui gli stessi governi sono autori e di cui dicono di essere "padroni", impongono loro di tenere conto dei nostri voti nella nomina della Commissione. Noi abbiamo ben chiaro che è prerogativa del Parlamento Europeo approvare la composizione della Commissione e che questo può rifiutarsi di concedere la fiducia, aprendo una crisi istituzionale. Osserviamo quindi che, trasformando le recenti elezioni in una farsa elettorale, sono i governi stessi che stanno aggravando una crisi istituzionale già chiara ed evidente.

 

Noi cittadini europei, guardando a questa situazione prendiamo atto del fatto che, dopo aver ostacolato l'esercizio di una democrazia transnazionale attraverso il mantenimento delle liste nazionali, gli Stati membri stanno ora condannando l'Unione Europea al discredito privandola di quel po’ di autonomia e legittimità che deriva dall'esistenza di un Parlamento eletto. Osserviamo anche che i governi, dimentichi delle realtà globali, dell'obiettivo della nostra costruzione politica, dello stato dell'opinione pubblica e della necessità di democrazia, non potrebbero che comportarsi come si stanno comportando se volessero perpetuare l'indecisione e l'inazione che colpiscono l'Unione, ridotta all’impotenza e all’irrilevanza. E per questo diciamo che il fatto che i governi abbiano scelto alla Presidenza della Commissione, una persona che non era nemmeno candidata è completamente inaccettabile.

 

Noi cittadini europei vogliamo che il Parlamento, co-legislatore europeo, si dia una linea per la legislatura che soddisfi le esigenze della società europea e che imponga ai governi la scelta di un(a) Presidente della Commissione  che sia capace di unire la maggioranza del Parlamento su questa linea e di contribuire attivamente, grazie a questa maggioranza, alla composizione di un esecutivo coerente. Crediamo che un'assemblea capace di eleggere il proprio Presidente al secondo turno con la maggioranza assoluta dei voti possa anche essere in grado di fissare priorità che sono tali per tutti: il finanziamento di investimenti a lungo termine per contenere il riscaldamento globale e trasformare il regime di crescita, una politica di redistribuzione che garantisca la sicurezza economica di ogni residente, e riduca le disuguaglianze più evidenti. Fissate queste priorità, il Parlamento potrà trovare, tra le sue fila o meno, una personalità in grado di realizzare il programma e la riforma di bilancio necessaria per la sua attuazione.

 

Il passo falso compiuto dai governi puo’ tradursi quindi in due modi: puo' costituire l'anticamera di una post-democrazia, nella quale si vota senza scegliere una politica e senza eleggere coloro che sono chiamati a governare, quasi a ottemperare a un rituale obsoleto, oppure puo' diventare  l’opportunità per il Parlamento di porre fine alla disintegrazione che l'economia europea subisce dai primi anni duemila, e di uscire dalla crisi istituzionale che la pratica intergovernativa ha appena aperto, violando il diritto degli europei di scegliere il proprio destino. Non è fuori luogo ricordare, in questi tempi di Brexit, che fu un britannico, Clement Attlee, che nel 1939 dichiarò: "L'Europa deve federarsi o morire". Il nuovo Parlamento, che probabilmente non ha ancora avuto il tempo di prendere collettivamente coscienza del proprio potere e della propria responsabilità storica, ha davanti a sé alcune settimane per portare gli europei a un sussulto di coscienza oppure al sacrificio delle loro libertà.

 

Noi, cittadini europei, chiediamo al nostro Parlamento di federare l'Europa, o per dirla altrimenti, di  immaginare con noi la costituzione di cui l’Europa ha bisogno.

 

N.B. - Le firme possono essere consultate alla fine del testo in francese

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