Bruno Jaffré
Historien de la révolution du Burkina Faso (83 - 87), biographe du président Thomas Sankara, militant associatif, membre de SURVIE, journaliste occasionnel, ingénieur de recherche dans une grande entreprise, ancien professeur de mathématiques
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Billet de blog 5 déc. 2013

La RAI si libera di C’era una Volta, una trasmissione imbarazzante, e di Silvestro Montanaro, un giornalista ingombrante.

Bruno Jaffré
Historien de la révolution du Burkina Faso (83 - 87), biographe du président Thomas Sankara, militant associatif, membre de SURVIE, journaliste occasionnel, ingénieur de recherche dans une grande entreprise, ancien professeur de mathématiques
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 Fine ottobre 2013, un nuovo gioiello del servizio pubblico, uno degli ultimi, è appena stato soppresso dalla RAI, la Radiotelevisione pubblica italiana. Si tratta di "C’era una Volta", una trasmissione d’investigazione, premiata in varie occasioni. Sebbene poco costosa, perché realizzata con pochi mezzi, la RAI l'ha tolta dal palinsesto, non rinnovando il contratto al giornalista Silvestro Montanaro che ne assicurava l'emissione. 

Questa è una traduzione dell’articolo pubblicato in francese con il titolo :  "La RAI se débarrasse de C’era una Volta, une émission gênante, et de Silvestro Montanaro, un journaliste encombrant" pubblicato l’ 11 novembre 2013 all’indirizzo : http://blogs.mediapart.fr/blog/bruno-jaffre/111113/la-rai-se-debarrasse-de-c-era-una-volta-une-emission-genante-et-de-silvestro-montanaro-un-journali"

 Di Antonio Mele (in Italia) e Bruno Jaffré  traduzione Patrizia Donadello

Una degradazione continua della RAI. 

La RAI annuncia il lancio di una nuova trasmissione di reality, nel più puro voyeurismo, la risonante "Mission" che mette in scena i soggiorni dei VIP italiani, come il principe Emanuele Filiberto di Savoia o il cantante Al Bano nei campi profughi in Mali, in Congo RDC ed in Sud Sudan. 

Queste sono le ultime peripezie della degradazione della più grande impresa culturale d’Italia che nel 2016 rinnoverà il suo contratto di servizio pubblico con lo Stato italiano. A fine ottobre il suo Direttore Generale, Luigi Gubitosi, ha assicurato, al Parlamento italiano, che avrebbe consultato alcuni periti per decidere quale genere di servizio pubblico offrire agli italiani, seguendo l'esempio della BBC all'epoca del rinnovo del suo « Royal Charter »  con il Ministero della Cultura britannica. 

Tuttavia la RAI, negli anni, ha abbandonato via via la sua missione di servizio pubblico. I vent' anni dell'era Berlusconi hanno lasciato la televisione pubblica indebolita come non mai.

Il tempo glorioso dei documentari realizzati dai neorealisti italiani, della lotta contro l'analfabetismo condotta dai corsi in italiano alla televisione, delle inchieste sociali della RAI sono ormai finiti. 

Mediaset accellera il movimento. 

Fin dagli anni 90, quando Berlusconi non era ancora entrato in politica, il suo gruppo di media con la sua televisione commerciale aveva già trascinato la RAI in una corsa al peggio, con la complicità o l'incompetenza dei dirigenti della televisione pubblica che persistono ancor oggi in questa via suicida.  

Con l'entrata in politica di Berlusconi, parecchi dirigenti del suo gruppo privato di televisione Mediaset sono stati promossi dirigenti della RAI, a discapito del pubblico, aumentando la pubblicità ed abbassando la qualità del servizio. E sempre questo autocompiacimento menzognero, ripetuto a profusione a tutte le ore, e in tutte le salse : "tutto va bene!".

Le migliori fasce orarie sono riservate alle trasmissioni culinarie, alla violenza ed all’esibizione del dolore, ai dibattiti politici trasformati in urla incomprensibili. Quasi tutte le investigazioni, le inchieste e i reportage sul campo, tutto ciò che permette d’informare sulle realtà d'Italia e del resto del mondo, sono al massimo tollerati, e relegati a tarda ora. 

C’era Una Volta, una trasmissione emblematica del servizio pubblico, una lotta permanente. 

Questo succede a Silvestro Montanaro e alla sua trasmissione C’era Una Volta, una delle sole trasmissioni d’investigazione sulle guerre dimenticate, sulla base del neocolonialismo, la Françafrique, i traffici di esseri umani, la pedofilia, il turismo sessuale, lo sfruttamento dei tanti esseri umani sulla quale si costruisce la nostra economia mondializzata, senza il buonismo o il voyeurismo di "Mission".

All'inizio degli anni 2000, sebbene dichiarata trasmissione dell'anno, numerose volte premiata in Italia e a livello internazionale, per tre volte biglietto da visita dell'Italia all'Assemblea Generale dell'ONU, tuttavia C’era Una Volta ha visto la sua promozione ed il suo bilancio diminuire nello stesso momento in cui il suo pubblico e la sua reputazione aumentavano. 

La RAI si libera di una trasmissione imbarazzante e di un giornalista ingombrante. 

Da alcuni giorni Silvestro Montanaro ha smesso di essere un giornalista della RAI, e la sua trasmissione ha cessato di esistere. Dal punto di vista ufficiale è Montanaro stesso che avrebbe chiesto semplicemente di abbandonare il suo posto, la verità è completamente diversa, come spiega la lettera che segue inviata al Direttore Generale della RAI Gubitosi, resa pubblica poiché non è mai stata data risposta. 

 Da allora, in Italia, la società civile si mobilita, per chiedere alla RAI di rispettare i suoi obblighi di servizio pubblico e mantenere aperta in Italia questa finestra essenziale sulla realtà dal mondo. A tale proposito è stata lanciata una petizione che in due settimane a già raccolto più di 20.000 firme (vedi http://carlinhoutopia.wix.com/ceraunavolta#!version-francaise/cfpj ). 

Alcuni documentari girati in Liberia, in Burkina e in Costa d’Avorio denunciano le responsabilità. 

 Il lavoro di Silvestro Montanaro non interessa solo gli italiani, ben al contrario. Tuttavia, la RAI non ha voluto sbloccare i mezzi per fare tradurre il suo lavoro, nonostante fosse molto richiesto in altri paesi. Difatti, i suoi documentari "Ombre africane", una serie di 3 film di un'ora dedicati al  Liberia, contengono alcune testimonianze inedite di liberiani (vedi gli estratti sottotitolati in francese : http://thomassankara.net/spip.php?article1085 ), compagni di Charles Taylor, sull'assassinio di Thomas Sankara. 

 Questi ultimi danno un nuovo impulso alla versione sin’ora conosciuta. Soprattutto, questi testimoni affermano d’aver partecipato a questo complotto della Francia e della CIA americana (vedere la ritrascrizione in francese a http://www.thomassankara.net/spip.php?article794 ). sono citati nel documento che la rete « Justice pour Sankara Justice pour l’Afrique » ha realizzato in collaborazione con l'associazione SURVIE, per sensibilizzare i parlamentari francesi affinché chiedano un'inchiesta parlamentare sull'assassinio di Thomas Sankara, ciò che hanno fatto i deputati d’Europe Ecologie les Verts, e poi i deputati del Front de gauche. 

 Avevamo per questo intervistato Silvestro Montanaro sul modo in cui erano state raccolte le testimonianze, lui ci ha risposto a lungo e ci siamo convinti della sua professionalità che fino ad allora non conoscevamo, senza che ciò offuscasse la nostra volontà di saperne di più. Ci siamo potuti render conto dei pochi mezzi di cui disponeva. Sapevamo che questo documentario era di grande importanza e ne volevamo una versione sottotitolata, ma la RAI non disponeva di mezzi e per questo motivo sono stati dei volontari ad assicurarne la traduzione e i sottotitoli. E’ sempre Silvestro Montanaro che ha realizzato il primo documentario italiano dedicato a Thomas Sankara, andando a fare le riprese in Burkina Faso, in condizioni sembra anche alquanto difficili (vedi http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-7797dcf2-7cb3-4d0e-9520-a81888312ba1.html?homepage ). In una recente intervista spiega : « Uno (documentario NDLR) che mi sta particolarmente a cuore, è quello di Thomas Sankara, il grande presidente del Burkina Faso. Lui espone le sue idee straordinarie e il suo modo di vivere altrettanto straordinario » (pubblicato su Courrier Nouveau in Costa d'Avorio il 4 novembre 2013). 

 Infine « La Francia in nero » diffuso su RAI3 nel settembre 2013, inchiesta sul campo dei massacri perpetrati dai ribelli ivoriani, che mette in causa l'ONU e la Francia. Un documentario alla cui diffusione ha fatto seguito una convocazione con il direttore della RAI all'ambasciata della Costa d'Avorio. I diplomatici di questo paese avrebbero minacciato ripercussioni economiche verso le imprese italiane in Costa d’Avorio. 

 Oggi la sua trasmissione è soppressa. Difficile non pensare che siano state proprio le pressioni esercitate ad aver influito su questa decisione, per far tacere questo professionista agguerrito che ha messo le sue competenze al servizio dei senza voce. In Francia, documentari di un tale livello sono rari E la soppressione di C’era Una Volta è certamente una perdita per l’informazione italiana, ma lo è anche per l’informazione francese, in particolar modo riguardo la Françafrique di cui regolarmente si annuncia la fine, ma che invece sembra godere di buona salute. Semplicemente è una  perdita per l’Informazione. Per questo la stampa francese, Médiapart per primo, dovrebbe allarmarsi e partecipare al movimento di protesta che sta crescendo. 

 Potete unirvi al movimento di protesta firmando la petizione (versione francese) a http://carlinhoutopia.wix.com/ceraunavolta

 Bruno Jaffré, Antonio Mele (in Italia), 11 novembre 2013

 Perchè "C'era una volta" non ci sarà più.... Perchè da fine mese non sarò piu un autore ed un giornalista della Rai di Silvestro Montanaro- pubblicata il 23.10.2013

http://carlinhoutopia.wix.com/ceraunavolta#!lettera-al-direttore-gen-rai/c10fk  

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